{"id":840,"date":"2022-03-03T08:50:47","date_gmt":"2022-03-03T07:50:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=840"},"modified":"2022-03-03T08:50:47","modified_gmt":"2022-03-03T07:50:47","slug":"hypothermie-accidentelle-amie-ou-ennemie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=840","title":{"rendered":"Hypothermie accidentelle: amie ou ennemie?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>De la phisiologie de l\u2019hypothermie \u00e0 la prise en charge: une aventure gla\u00e7ante\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matthieu De Riedmatten<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Matthieu De Riedmatten<\/strong>, specialista in terapia intensiva e past president del GRIMM di Sion, il 1\u00b0 febbraio 2022 ha tenuto una conferenza dal titolo \u201cIpotermia accidentale: amica o nemica? Dalla fisiologia dell\u2019ipotermia alla gestione: un\u2019avventura agghiacciante\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso degli ultimi decenni la presa in carico dell\u2019ipotermia accidentale ha fatto enormi progressi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-justify\">Grazie all\u2019impiego della circolazione extra-corporea e all\u2019ECMO si \u00e8, infatti, verificato un miglioramento della prognosi relativa ai pazienti in arresto cardio-respiratorio (ACR) che non sopravvivevano ai metodi di riscaldamento tradizionale (dialisi-lavaggio peritoneale).<\/p>\n\n\n\n<p>In medicina si parla di ipotermia indotta, terapeutica e accidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il recupero di un paziente in ipotermia accidentale, con temperatura corporea pari a 13,7\u00b0C, si \u00e8 raggiunto il record di riscaldamento. Per quanto riguarda l\u2019ipotermia indotta il record di riscaldamento \u00e8 stato raggiunto in una persona con 9\u00b0C di temperatura corporea.<\/p>\n\n\n\n<p>Si parla di ipotermia quando la temperatura corporea centrale del corpo scende al di sotto di 35\u00b0C. L\u2019uomo \u00e8 un essere omeotermo con una temperatura corporea che oscilla tra 35 e 37\u00b0C. Esiste una zona termica neutra nella quale la termoregolazione non viene attivata.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipotermia accidentale \u00e8 inaspettata e incontrollata. Se dipende dall\u2019esposizione al freddo viene definita primaria. Se, invece, viene causata dal malfunzionamento della termoregolazione (TCC), da una diminuzione della produzione di calore (ipoglicemia) o da un incremento delle perdite di calore (OH, tossine), si tratta di un\u2019ipotermia secondaria. La diminuita produzione di calore pu\u00f2 avere un\u2019origine endocrina (chetoacidosi diabetica, ipoadrenalismo, ipopotuitarismo o acidosi lattica), pu\u00f2 essere provocata da un\u2019insufficienza alimentare (esercizio fisico estremo, ipoglicemia, malnutrizione) o da una compromissione dell\u2019apparato muscolare (et\u00e0 avanzata, alterazione dello <em>shivering<\/em> ed inattivit\u00e0). L\u2019aumentata perdita di calore pu\u00f2 essere provocata da malattie dermatologiche (ustioni, vasodilatazione indotta, medicazioni o tossine), o pu\u00f2 avere un\u2019origine iatrogena (parto in emergenza senza prevenzione di ipotermia, infusioni fredde o trattamento del colpo di calore). Altre cause possono essere la carcinomatosi,le malattie cardiopolmonari, le infezioni maggiori, i politraumi e lo stato di shock.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tardigrado \u00e8 l\u2019essere vivente pi\u00f9 resistente al freddo. Misura un millimetro, possiede 8 zampe e vive un po\u2019 ovunque sul pianeta e resiste in ambienti estremi. Pu\u00f2 sopravvivere per anni senza bere. Pu\u00f2 vivere a temperature vicine allo zero assoluto (-273,35 \u00b0C) e pu\u00f2 andare in criptobiosi, uno stato di morte apparente nel quale tutte le sue funzioni vitali vengono sospese. Attualmente pare viva anche sulla luna (sonda israeliana Beresheet). Un tardigrado congelato per trent\u2019anni \u00e8 ritornato alla vita!<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corpo umano esistono recettori termici, quali pelle, vasi sanguigni, organi interni, muscoli scheletrici, sistema nervoso centrale (mesencefalo, midollo allungato e ipotalamo).<\/p>\n\n\n\n<p>La termogenesi che non produce brivido ha origine nel tessuto adiposo bruno. Gli scambi termici tra l\u2019ambiente e l\u2019organismo avvengono tramite radiazione, evaporazione, convezione e conduzione. La velocit\u00e0 di raffreddamento del corpo umano dipende dall\u2019et\u00e0, dall\u2019acclimatazione al freddo, dalla superficie corporea, dall\u2019isolamento (abiti, grasso), dalla capacit\u00e0 di sviluppare il brivido (<em>shivering<\/em>), dal movimento, dal gradiente di temperatura, dalla superficie di contatto (aria, neve, acqua) e dalle condizioni locali (vento, umidit\u00e0). Questo fattore \u00e8 molto importante in caso di sommersione o di travolgimento da valanga. La velocit\u00e0 di raffreddamento \u00e8 molto pi\u00f9 rapida nei bambini a causa della minore efficacia dello <em>shivering<\/em>, e, a volte,della minor quantit\u00e0 di grasso sottocutaneo e della grande superficie corporea in rapporto al peso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il raffreddamento cerebrale protegge da una ipotermia cerebrale irreversibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le conseguenze provocate dal freddo a livello cellulare rivestono particolare importanza i danni della membrana, la perdita di acqua intracellulare, lo squilibrio elettrolitico e la modificazione strutturale delle proteine. In una fase precoce si assiste ad un\u2019alterazione funzionale di base, mentre tardivamente si verifica la cristallizzazione dell\u2019acqua extracellulare e pi\u00f9 o meno dell\u2019acqua intracellulare, con conseguente morte della cellula.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista metabolico il consumo di ossigeno si riduce del 50% a 10\u00b0C. Il metabolismo basale si riduce del 50% a 30\u00b0C, del 20% a 20\u00b0C e del l\u20198% a 10\u00b0C. Aumenta la tolleranza all\u2019ipossia (25 minuti in un adulto di pi\u00f9 di 60 anni e 40 minuti in un neonato). Il debito cardiaco diminuisce del 45% a 25\u00b0C. Si verificano una ipervolemia centrale relativa ed una riduzione dell\u2019ormone antidiuretico (ADH). Il paziente gravemente ipotermico \u00e8 disidratato. L\u2019iperglicemia, che aumenta la diuresi, \u00e8 dovuta alla glicogenolisi e induce una diminuzione di produzione di insulina. Il rischio di ipotensione nel corso del riscaldamento \u00e8 molto elevato. L\u2019ematocrito aumenta del 2% per ogni grado di temperatura perso. Un ematocrito normale evoca un\u2019anemia preesistente o la presenza di perdite ematiche.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ipokaliemia \u00e8 frequente (shift intracellulare). L\u2019iperkaliemia si instaura al di sotto dei 17\u00b0C a causa del rallentamento della pompa Na-K-ATPasi. L\u2019iperkaliemia severa rappresenta un marcatore di acidosi, della morte cellulare ed \u00e8 un segno di prognosi non favorevole.<\/p>\n\n\n\n<p>La funzionalit\u00e0 delle piastrine diminuisce e,al di sotto di 34\u00b0C, si verifica una trombocitopenia. Una coagulopatia \u00e8 frequente ed aumenta il tasso di mortalit\u00e0 nel traumatizzato ipotermico. Viene definito triangolo della morte del traumatizzato l\u2019associazione di ipotermia, acidosi e coagulopatia.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello dell\u2019apparato respiratorio si verifica un\u2019iniziale iperventilazione (acidosi, stress). Successivamente subentra una brachipnea (frequenza respiratoria &lt;5\/minuto a partire da una temperatura &lt; 30\u00b0C).<\/p>\n\n\n\n<p>Si riduce la sensibilit\u00e0 alla CO2, mentre si mantiene quella all\u2019ipossia.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello del sistema cardiovascolare si verificano un\u2019iniziale vasocostrizione cutanea (inibita dall\u2019alcol) e, poi, perdita della vasocostrizione a partire da una temperatura &lt;24\u00b0C. L\u2019iniziale tachicardia legata allo <em>shivering<\/em> viene seguita da una bradicardia proporzionale alla caduta della temperatura del 50% a 28\u00b0C. Al di sotto di 32\u00b0C compaiono bradicardia sinusale e le onde di Osborne. Al di sotto di 28\u00b0C vi \u00e8 un rischio elevato di fibrillazione ventricolare e di asistolia (20\u00b0C).<\/p>\n\n\n\n<p>La bradicardia non risponde alla somministrazione di atropina. In caso di tachicardia si deve pensare ad altre cause (trauma?).<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda il sistema nervoso si assiste ad una diminuzione dei riflessi che scompaiono al di sotto di 28-30\u00b0C. Le pupille sono dilatate e non reattive alla luce a partire da 28\u00b0C. Lo stato di coscienza del paziente dovrebbe essere correlato alla temperatura centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli stadi clinici dell\u2019ipotermia secondo la classificazione svizzera sono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Leggera (I): &lt;35\u00b0C, soggetto cosciente, con brividi<\/li><li>Moderata (II): &lt;32\u00b0C, soggetto sonnolento senza brividi<\/li><li>Severa (III): &lt;24\u00b0C, stato di incoscienza<\/li><li>Stato di morte apparente (IV): perdita della coscienza e della sensibilit\u00e0, impossibilit\u00e0 di percepire il battito cardiaco e i movimenti respiratori, mancanza dei riflessi<\/li><li>Situazione irreversibile (V): decesso<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La validit\u00e0 di questa classificazione \u00e8 del 52%. Nel 19,6% dei casi vi \u00e8 una sottostima della temperatura centrale. Nel 28,4% dei casi viene segnalata, invece, una sovrastima della temperatura centrale. La scala di valutazione svizzera presenta, dunque, alcuni limiti. Sono stati descritti in letteratura 23 casi di ipotermia profonda con parametri vitali presenti non correlati con lo stadio IV della classificazione svizzera. Vi possono essere un rischio diagnostico e di trattamento inappropriato. \u00c8 possibile, cio\u00e8, che il paziente venga considerato deceduto, sovrastimando la temperatura corporea e sottostimando un arresto cardiaco al momento della presa in carico. In conclusione la classificazione svizzera resta valida, ma la correlazione con la temperatura deve essere affinata. Risulta utile per facilitare il triage ed il trattamento urgente. Lo<em> shivering<\/em> non \u00e8 un segno affidabile e pu\u00f2 essere abolito per vari motivi; non dovrebbe essere utilizzato nella diagnosi degli stadi dell\u2019ipotermia. Se il paziente presenta lo <em>shivering<\/em> la temperatura corporea \u00e8 superiore a 30\u00b0C. Lo stato di coscienza \u00e8 il miglior segno clinico per valutare la gravit\u00e0 dell\u2019ipotermia.<\/p>\n\n\n\n<p>La valutazione della gravit\u00e0 dell\u2019ipotermia richiede la misura della temperatura corporea centrale. La tolleranza cerebrale all\u2019ipossia \u00e8 di 3 minuti a 37\u00b0C e di 20 minuti a 20\u00b0C.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stato di ipotermia determina una bradicardia estrema e una diminuzione del volume di eiezione, ma probabilmente non lividi. Il freddo provoca eritemi (emolisi?).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La storia di Anna Bagenholm<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anna Bagenholm, medico svedese di 29 anni, il 20 maggio 1999 \u00e8 caduta in un fiume ghiacciato alle 18,20, vicino a Narvik, Norvegia, durante un\u2019escursione con gli sci. \u00c8 rimasta senza vita per 45 minuti. Alle 19,40 la donna \u00e8 stata liberata dal ghiaccio. La rianimazione cardio-polmonare (RCP) \u00e8 incominciata dopo 80 minuti dalla caduta nel fiume e circa 40 minuti dopo l\u2019arresto cardiaco. Il ricovero in ospedale \u00e8 avvenuto alle 21,10 con una temperatura corporea di 13,7\u00b0C e una kaliemia di 4,3 mmol\/L. Alle 21,40 \u00e8 iniziato il riscaldamento con ECLS. Alle 21,15 ritorno alla circolazione spontanea della paziente (ROSC). L\u2019HOPE score era 86%.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nobody is dead before warm and dead.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel nord della Norvegia \u00e8 stato effettuato tra il 1985 e il 2013 uno studio retrospettivo su 34 vittime di ipotermia accidentale (HA): tra il 1985 e il 1999 nessuno \u00e8 sopravvissuto; tra il 1999 e il 2013 il 37,5% \u00e8 sopravvissuto. La temperatura pi\u00f9 bassa registrata \u00e8 stata 13,7\u00b0C. La durata pi\u00f9 lunga dell\u2019intervallo tra arresto cardiaco e ritorno alla circolazione spontanea dei pazienti (ROSC) \u00e8 stato di 6 ore e 52 minuti. Il solo fattore predittivo per la sopravvivenza \u00e8 stato il basso tasso sierico di potassio. La sommersione non era associata ad una riduzione della sopravvivenza. Il costo della presa in carico dei non sopravvissuti \u00e8 stato ragionevole. La maggior parte di coloro che sono sopravvissuti hanno avuto una buona evoluzione neurologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio realizzato a Vienna su 3800 casi di arresto cardiaco (ACR) tra il 1991 e il 2010 ha individuato 18 casi dovuti a ipotermia (temperatura &lt;28\u00b0C). La percentuale di sopravvivenza alla dimissione dall\u2019ospedale \u00e8 stata del 50% (9 su 18). L\u2019evoluzione neurologica \u00e8 stata favorevole nel 100% dei casi (9 su 9). L\u2019arresto cardiaco derivante da un\u2019ipotermia accidentale \u00e8 una condizione rara, con una potenzialit\u00e0 eccellente di recupero neurologico se il trattamento \u00e8 corretto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una <em>review<\/em> di 13 articoli di buona qualit\u00e0 effettuata nel 2014 in casi di ipotermia pura ha evidenziato il 67,7% di sopravvivenza con il 61,5% di buona evoluzione neurologica. Si \u00e8 registrato un miglioramento della sopravvivenza nei pazienti in ipotermia severa riscaldati con ECLS. Fattori predittivi per una prognosi sfavorevole: arresto cardiaco ipossico, kaliemia superiore a 10 mmol\/L, asistolia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cause asfissianti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Circostanze particolari associate all\u2019ipotermia: annegamento e valanga.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ipotermia associata a uno stato di ipossiemia si registra il 23,4% di sopravvivenza, con il 9,4% di buona evoluzione neurologica. Ogni anno si registrano 372.000 morti per annegamento (oltre 40 decessi\/ora). In caso di sommersione (testa sott\u2019acqua) con temperatura superiore a 6\u00b0C da 2,5 a 5 minuti la prognosi \u00e8 buona; oltre i 10 minuti la prognosi \u00e8 sfavorevole; oltre 25-30 minuti non vi \u00e8 alcuna probabilit\u00e0 di sopravvivenza. In grotta se la temperatura dell\u2019acqua \u00e8 molto fredda (&lt;6\u00b0C) e se la vittima \u00e8 un bambino vi \u00e8 una scarsa probabilit\u00e0 di sopravvivenza se la sommersione \u00e8 quasi totale. La tragedia del Titanic \u00e8 stata il pi\u00f9 celebre esempio di morte per ipotermia per immersione in acqua fredda.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro episodio \u00e8 stato quello accaduto in Danimarca con quindici persone in immersione nel mare a 2\u00b0C e sette individui in arresto cardiaco (ACR) e in ipotermia (temperatura media 18,4\u00b0C). Il riscaldamento \u00e8 stato effettuato con ECMO con una sopravvivenza del 100%. Una disfunzione cognitiva leggera \u00e8 stata riscontrata in sei pazienti e una disfunzione cognitiva severa in un solo paziente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni anno si registrano circa 150 morti dovute a travolgimento da valanga. In base ad una statistica autoptica effettuata su 311 casi di morte in valanga, i decessi risultano dovuti nell\u201981,7% ad asfissia, nel 17,3% a trauma e nell\u20191% a ipotermia (Tough 1993, McIntosh 2007, Hohirieder 2007, Boyd 2009).<\/p>\n\n\n\n<p>Dai dati contenuti nel registro traumi di Sion in Svizzera si evidenzia che dal 2018 su 10 pazienti ipotermici (8 travolti da valanga) riscaldati con ECMO nessuno \u00e8 sopravvissuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno studio realizzato a Innsbruck in Austria su 28 vittime da valanga in arresto cardiaco (ACR) in ipotermia e riscaldati tramite circolazione extra-corporea ha riscontrato che 25 soggetti erano in ACR al momento dell\u2019estrazione dalla valanga; nessuno \u00e8 sopravvissuto. Tre soggetti erano collassati nel corso dell\u2019intervento di soccorso con temperatura corporea rispettivamente di 21,7\u00b0C, 22\u00b0C e 24\u00b0C. I due sopravvissuti hanno avuto, a lungo termine, un buon recupero neurologico. La prognosi di vittime da valanga ipotermici in asistolia seguita da arresto cardiaco senza testimoni ed una temperatura centrale uguale o inferiore a 24\u00b0C \u00e8 molto infausta.<\/p>\n\n\n\n<p>Malgrado le statistiche relative alla sopravvivenza, si pu\u00f2 resistere per lungo tempo sotto una valanga. Certo \u00e8 che sotto una valanga si pu\u00f2 anche morire di ipotermia. In caso di seppellimento da valanga con arresto cardiaco (ACR) la probabilit\u00e0 di sopravvivenza dipende dal <em>rescue collpase<\/em> (causa non asfissiante), dalla bassa temperatura e dal basso potassio sierico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Trattamento extra e intra-ospedaliero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>ERC (<\/strong><em><strong>European Resuscitation Council<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Resuscitation Guidelines 2021<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I due punti importanti della presa in carico sono: un accurato <em>triage<\/em> e individuare un ospedale dotato di ECMO o di CEC.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito le ultime linee guida su come intervenire in caso di ipotermia:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Ipotermia leggera<\/strong> (temperatura &lt;35\u00b0C): in caso di presa in carico extra-ospedaliera, sono previsti somministrazione di ossigeno, di bevande calde e zuccherate, di barrette, mobilizzazione del paziente in assenza di trauma, sostituzione degli indumenti umidi, isolamento dal freddo (<em>bubble wrap<\/em>), riscaldamento attivo esterno per il trasporto, misurazione della temperatura centrale (epitimpanica), trasporto presso l\u2019ospedale pi\u00f9 vicino.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>In caso di presa in carico intra-ospedaliera: sostituzione degli indumenti umidi, mobilizzazione del paziente in assenza di trauma, isolamento dal freddo, somministrazione di bevande calde, rilevazione della temperatura centrale (epitimpanica), riscaldamento passivo e attivo esterno, sorveglianza.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>Ipotermia moderata<\/strong> (temperatura tra 31 e 28\u00b0C): il trattamento extra-ospedaliero prevede l\u2019immobilizzazione del paziente (salvo presenza di <em>shivering<\/em> o se il paziente \u00e8 in piedi),il trasporto del paziente in posizione coricata, la mobilizzazione con delicatezza, l\u2019infusione di soluzione glucosata, l\u2019ECG e la misura della temperatura centrale (epitimpanica o esofagea), il trasporto presso un centro ospedaliero dotato di ECMO se la temperatura \u00e8 inferiore a 32\u00b0C, se la persona \u00e8 anziana o in presenza di comorbidit\u00e0, o se la temperatura \u00e8 inferiore a 30\u00b0C in un bambino. In trattamento intra-ospedaliero consiste in riscaldamento attivo esterno o attivo interno, ECMO se la temperatura \u00e8 inferiore a 30\u00b0C, sorveglianza del paziente, prevenzione di un eventuale \u201crescue collapse\u201d. I rischi nella fase di riscaldamento attivo esterno sono: \u201cafterdrop\u201d (la temperatura continua a diminuire anche dopo che l\u2019esposizione al freddo \u00e8 terminata; ritorno del sangue freddo e acido verso il cuore durante il riscaldamento delle estremit\u00e0, perfusioni fredde, \u201crescue collapse\u201d); stato di shock durante la fase di riscaldamento dovuto a un volume di sangue circolante inadeguato.<\/li><li><strong>Ipotermia severa <\/strong>(stadio III, temperatura centrale inferiore a 28\u00b0C) Trattamento extra-ospedaliero: mettere in sicurezza le vie aeree (se necessario), trasporto verso l\u2019ospedale pi\u00f9 vicino dotato di ECLS (CEC o ECMO). Trattamento intra-ospedaliero: presa in carico uguale a quella dello stadio II, riscaldamento attivo esterno con ECLS se la temperatura \u00e8 inferiore a 28\u00b0C e in caso di insuccesso del riscaldamento mini-invasivo, di aritmie ventricolari, insufficienza respiratoria, acidosi respiratoria, ROSC.<\/li><li><strong>Ipotermia severa con arresto cardiaco<\/strong> (ACR) (stadio IV)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Trattamento extra-ospedaliera: se la temperatura centrale \u00e8 inferiore a 30\u00b0C: valutazione prolungata dei segni vitali, iniziare e continuare la rianimazione cardio-respiratoria (RCP) con <em>Lukas -autopuls<\/em>, se necessario effettuare un massimo di tre scariche con defibrillatore, evitare farmaci e <em>pacing<\/em> se la temperatura \u00e8 inferiore a 30\u00b0C, trasporto verso un ospedale dotato di ECLS, monitoraggio della qualit\u00e0 della RCP (CO2, saturazione, temperatura).<\/p>\n\n\n\n<p>Trattamento intraospedaliero: ECLS (CEC, ECMO).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In pi\u00f9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In caso di ipotermia accidentale di stadio IV si deve effettuare la RCP continua e di qualit\u00e0. La catena del riscaldamento non va interrotta, grazie a ECLS e alle cure intensive post-riscaldamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nella presa in carico ospedaliera vanno confermati i criteri di riscaldamento: temperatura, dosaggio del potassio sierico, applicazione dello <em>score<\/em> HOPE.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la misurazione della temperatura corporea il gold standard \u00e8 rappresentato dalla rilevazione nel terzo inferiore dell\u2019esofago nel paziente intubato.<\/p>\n\n\n\n<p>In relazione al dosaggio del potassio sierico, uno studio retrospettivo su una popolazione di soggetti travolti da valanga in arresto cardiaco (Cohen et al.) ha evidenziato che la soglia di 4,35 mmol\/L \u00e8 predittiva di un\u2019ipossia cerebrale nel 100% dei casi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dosaggio del potassio sierico costituisce il solo fattore predittivo di sopravvivenza. La soglia desiderabile \u00e8 7 mmol\/L nelle vittime di valanga e di 12 mmol\/L in tutti gli altri casi di ipotermia accidentale. L\u2019affidabilit\u00e0 del dosaggio dipende dal punto del prelievo (periferico, centrale, arterioso, venoso), dal metodo di dosaggio, dal mezzo di conservazione e di trasporto. Fattori perturbanti che possono produrre falsi positivi sono: emolisi, <em>crush syndrome<\/em>, acidosi, pseudoipokaliemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo score HOPE prende in considerazione i seguenti fattori: et\u00e0, sesso, temperatura corporea, valore del potassio sierico al momento del ricovero in ospedale, il tipo di esposizione al freddo (asfissia o non asfissia), durata della rianimazione cardio-polmonare. L\u2019utilizzo dello score HOME permette di evitare delle ECMO inutili. (<a href=\"http:\/\/www.hypothermiascore.org\/\">www.hypothermiascore.org<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.hypothermiascore.ch\/\">www.hypothermiascore.ch<\/a>, www.hypothermiascore.fr)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>De la phisiologie de l\u2019hypothermie \u00e0 la prise en charge: une aventure gla\u00e7ante\u2026 Matthieu De Riedmatten Introduzione Matthieu De Riedmatten, specialista in terapia intensiva e past president del GRIMM di Sion, il 1\u00b0 febbraio 2022 ha tenuto una conferenza dal titolo \u201cIpotermia accidentale: amica o nemica? Dalla fisiologia dell\u2019ipotermia alla gestione: un\u2019avventura agghiacciante\u2026\u201d Nel corso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":172,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-840","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7TppH-dy","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/172"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=840"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":841,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/840\/revisions\/841"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=840"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=840"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=840"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}