{"id":696,"date":"2019-07-17T23:39:06","date_gmt":"2019-07-17T21:39:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=696"},"modified":"2019-07-17T23:39:06","modified_gmt":"2019-07-17T21:39:06","slug":"il-cambiamento-climatico-e-la-frequentazione-della-montagna-da-0-a-100-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=696","title":{"rendered":"Il cambiamento climatico e la frequentazione della montagna\u00a0da 0 a 100 anni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Il cambiamento climatico e la frequentazione della montagna\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>da 0 a 100 anni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>Sabato 4 maggio 2019<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Convegno della Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Trento Film Festival 2019<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>G.C. Agazzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sabato 4 maggio 2019 ha avuto luogo presso la sala Anna Proclemer del Tetro Sociale di Trento il consueto Convegno della Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna. L\u2019evento dal titolo \u201cIl cambiamento climatico e la frequentazione della montagna da 0 a 100 anni\u201d \u00e8 stato organizzato in occasione del Trento Film Festival 2019.<\/p>\n<p>Hanno avuto inizio i lavori dopo i saluti di introduzione di Antonella Bergamo, vicepresidente della Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna (S.I.Me.M.), di Lorenza Pratali, presidente della S.I.Me.M., di Guido Giardini, presidente della Fondazione Montagna Sicura, e di Carlo Ancona, rappresentante del Consiglio Direttivo della manifestazione.<\/p>\n<p>Guido Giardini ha ricordato Greta Thumberg, la ragazza svedese che ha dato il via alla protesta dei giovani contro il cambiamento climatico. Ha parlato delle centoventicinquemila cartoline spedite da un gruppo di giovani dalla Jungfrau, nell\u2019Oberland Bernese, in Svizzera, riportando all\u2019attenzione la sofferenza dei ghiacciai in risposta alla nuova condizione climatica. Le grandi trasformazioni che coinvolgono l\u2019orografia hanno portato a modificare i percorsi di accesso ai rifugi delle Alpi. \u00abQuesti cambiamenti hanno anche un forte impatto sulla salute delle persone\u00bb ha affermato il relatore. La rivista scientifica inglese Lancet ha creato un gruppo di lavoro di scienziati che si riuniscono due volte all\u2019anno per decidere come preservare la salute delle persone. Il Monte Bianco rappresenta un eloquente riferimento del cambiamento climatico. E\u2019un sito ecologico davvero formidabile per valutare quanto sta accadendo e quindi si configura come un modello per la ricerca.<\/p>\n<p>E\u2019, poi, intervenuto il geologo e glaciologo del Muse di Trento, Christian Casarotto con una relazione dal titolo \u201cI cambiamenti climatici e la Montagna\u201d. Il relatore ha affermato che i ghiacciai costituiscono la manifestazione pi\u00f9 eclatante del cambiamento climatico. I ghiacciai rappresentano un conto in banca con delle entrate (le nevicate dell\u2019inverno) e delle uscite (l\u2019acqua persa per fusione nel periodo estivo). Nel corso degli ultimi anni non si \u00e8 mai osservato un bilancio positivo. Casarotto ha portato come esempi il ghiacciaio dell\u2019Aletsch, in Svizzera, il pi\u00f9 grande ghiacciaio delle Alpi, il Pian di Neve in Adamello, la Marmolada, e i ghiacciai della Val d\u2019Aosta che negli ultimi decenni si stanno riducendo in modo vistoso e rapido. I ghiacciai delle Dolomiti di Brenta hanno subito una riduzione dell\u201986 %, quelli dell\u2019Adamello del 64%, il ghiacciaio del Careser del 75%.<\/p>\n<p>Jean Pierre Fosson, segretario della Fondazione Montagna Sicura di Courmayeur (Ao), ha parlato dei danni causati nei pressi del ghiacciaio dell\u2019Aletsch in Svizzera a causa di una frana che ha determinato un grande scenario di rischio per gli impianti sciistici di Rideralp. \u201cSi stanno verificando importanti ripercussioni sulla fruizione della montagna. Le precipitazioni nevose attualmente avvengono sempre in pi\u00f9 alto e le valanghe sono di tipo diverso rispetto al passato\u201d. La stabilit\u00e0 di alcuni rifugi \u00e8 messa a rischio dallo scioglimento del permafrost, come nel caso della Capanna Gnifetti o della capanna Margherita nel massiccio del Monte Rosa. Occorre attuare una riduzione delle forzanti antropiche e stabilire una collaborazione internazionale.. Fosson ha citato quale esempio la Monte Rosa H\u00fctte, un rifugio molto tecnologico, un vero gioiello di architettura, che sorge a 2883 metri di quota ai piedi del versante svizzero del Monte Rosa, progettata dal Politecnico di Zurigo. Per accedervi sono state costruite una serie di scalette. Anche il rifugio del Requin in Francia ha dovuto attrezzare l\u2019accesso con varie scale metalliche. Alcuni rifugi, con le variazioni delle vie di accesso, hanno avuto un maggiore afflusso di persone, come nel caso del refuge des Conscrits (2602 m.) nelle Alpi Francesi. Va costruita una cultura della sicurezza in montagna. Le informazioni devono essere gestite facendo cultura, attraverso un percorso di conoscenza delle mutazioni della montagna in corso.<\/p>\n<p>Fabrizio Troilo, geologo e glaciologo di Fondazione Montagna Sicura, ha portato alcuni esempi circa il cambiamento climatico in atto. Il lago effimero del Gran Croux Centrale nella valle di Cogne, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, nell\u2019estate del 2018 ha creato non pochi problemi, per i quali sono state evacuate 60 persone. Il lago \u00e8 attualmente monitorato tramite immagini satellitari. Attraverso la batimetria con geo-radar sono state fatte ricerche sul volume dell\u2019acqua. Il livello di riempimento del lago viene sorvegliato anche con l\u2019utilizzo di droni. Alla fine il lago \u00e8 stato svuotato, scavando un canale nella roccia. In futuro andranno pianificati degli interventi per evitare il rischio straripamento. Troilo ha ricordato un fenomeno analogo accaduto nel \u2018500 al lago di S. Margherita nella zona di La Thuile in Val d\u2019Aosta. Ha quindi proseguito dicendo che le fonti di informazione devono essere recenti e aggiornate. \u201cCi si trova spesso di fronte a guide cartacee e non che hanno pi\u00f9 di trent\u2019anni e che si riferiscono a condizioni che non esistono pi\u00f9. Serve coinvolgere i professionisti della montagna\u201d. In tempi recenti alcuni sindaci di villaggi alpini hanno deciso di vietare l\u2019accesso a determinate montagne, ritenendole particolarmente pericolose, come gi\u00e0 successo per il Cervino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Franz De La Pierre, geriatra di Aosta e membro della Commissione Medica del CAI, ha presentato una relazione dal titolo \u201cL\u2019anziano in montagna alla luce del cambiamento climatico\u201d. L\u2019aspettativa di vita nel 2015 \u00e8 stata di 80 anni. Nell\u2019estate del 2003 in Francia molte sono state le morti tra gli anziani causate dal caldo eccessivo. In 10 anni si \u00e8 registrato un incremento di due anni della vita media, ma non in buone condizioni di salute. Nel 2030 oltre il 20% della popolazione avr\u00e0 pi\u00f9 di 65 anni, ma si registrer\u00e0 una progressiva diminuzione della capacit\u00e0 di adattamento all\u2019ambiente a causa dei suoi cambiamenti. Si sta attualmente verificando un\u2019aumentata vulnerabilit\u00e0 dei soggetti anziani. Va segnalato che lo stato di salute di questi soggetti viene condizionato dalle caratteristiche personali, dall\u2019eredit\u00e0 genetica e dalla condizione di salute. Nell\u2019anziano il sistema di termoregolazione \u00e8 poco efficiente e ad aggravare questa condizione ci sono spesso malattie croniche e conseguente uso continuativo di farmaci che ne aumentano la fragilit\u00e0. Nell\u2019anziano si verifica una minore percezione del pericolo rappresentato dalle alte temperature, ci\u00f2 a causa della presenza di disturbi cognitivi, delle condizioni socio-ambientali, delle abitudini di vita inveterate, di alcuni pregiudizi, e della testardaggine. L\u2019anziano avverte in genere di meno la sete. Quando compare questa sensazione \u00e8 gi\u00e0 tardi, ovvero l\u2019organismo \u00e8 gi\u00e0 disidratato. L\u2019incidenza del colpo di calore \u00e8 12 volte pi\u00f9 frequente in chi ha pi\u00f9 di 70 anni. Altri elementi di impatto sulla salute sono l\u2019aumentato tasso di umidit\u00e0, la persistenza di elevate temperature per quasi tutta la giornata anche in zone un tempo considerate fresche, l\u2019edilizia con barriere e l\u2019inquinamento dell\u2019aria. Si devono valutare il grado di idratazione e il rischio di disidratazione, individuando la tolleranza al calore. Va considerato anche il peso della comorbidit\u00e0 sulla terapia farmacologica. La scala CRS esprime un punteggio sulla comorbidit\u00e0. I farmaci che possono avere un effetto negativo sono gli inibitori della pompa protonica, i diuretici, gli antipertensivi, gli immunodepressori, i neurolettici, e le benzodiazepine. Altri fattori condizionanti lo stato di salute dell\u2019anziano sono lo stato socio-economico, il livello di istruzione, l\u2019area geografica di appartenenza, il sesso. Vanno decise delle strategie per il \u201cwell-being\u201d, tutelando il corretto stato di idratazione e l\u2019equipaggiamento. E\u2019 bene controllare i luoghi che gli anziani vogliono frequentare, nonch\u00e9 il tipo di itinerari che intendono percorrere, considerata la loro minore agilit\u00e0. In seguito ai cambiamenti climatici anche le infezioni da vettori biologici aumentano. La presenza delle zecche \u00e8 aumentata anche a quote che possono arrivare fino 1700, con il rischio di trasmissione di alcune malattie quali la borreliosi (malattia di Lyme) o la encefalite TBE. La montagna \u00e8 un luogo di recupero di benessere e sicuro. Va sviluppata la ricerca scientifica che si occupa degli anziani.<\/p>\n<p>E\u2019 seguito l\u2019intervento del pediatra Donato Vinante, proveniente dalla Val di Fiemme (Tn), che ha presentato una relazione dal titolo \u201cDa 0 a 16 anni consigli e trucchi per andare in montagna in sicurezza\u201d. La montagna deve essere considerata per il bambino come una palestra, una specie di parco giochi che produce un apprendimento di un sano stile di vita e che fa acquisire una certa abilit\u00e0 motoria. La frequentazione della montagna pu\u00f2 migliorare la capacit\u00e0 di coordinamento attraverso l\u2019equilibrio, l\u2019orientamento, lo spazio temporale, la coordinazione, il ritmo, la reattivit\u00e0 agli stimoli.\u00a0 La montagna aiuta, inoltre, a migliorare le capacit\u00e0 condizionali del bambino: la forza, la resistenza, la rapidit\u00e0, la mobilit\u00e0 articolare, l\u2019elasticit\u00e0 muscolo-tendinea. La montagna comporta, per\u00f2, alcuni rischi per il bambino determinati in particolare dall\u2019alta quota, dal meteo, dalla stagionalit\u00e0, dalla distanza dai punti di primo soccorso e di ristoro. La maturazione del sistema cardio-respiratorio avviene dopo i due anni di et\u00e0. Nel bambino il glicogeno \u00e8 scarso e i sistemi metabolici sono diversi rispetto a quelli dell\u2019adulto. Esistono anche aspetti psico-motivazionali particolari che hanno importanza nell\u2019et\u00e0 evolutiva. I bambini devono rispettare le varie fasi dell\u2019acclimatamento alla quota. La quota in s\u00e9 non \u00e8 un problema, ma va affrontata con una certa cautela. L\u2019uso del buon senso garantisce una certa sicurezza. I bambini affetti da asma stanno meglio in montagna, dove mancano allergeni e agenti inquinanti. Si deve, comunque, far notare che in certi casi, a causa delle mutate condizioni climatiche, si trovano gli acari in luoghi dove prima non esistevano. In montagna esiste una migliore fluidit\u00e0 dell\u2019aria e si ha nell\u2019organismo una maggior produzione di cortisolo. La termoregolazione del bambino \u00e8 meno efficiente, come nell\u2019anziano. Ecco perch\u00e9 i bambini soffrono di pi\u00f9 il freddo e il caldo. E\u2019 importante che si riparino con cappelli sia contro il freddo che contro i raggi solari. Si deve adottare un abbigliamento \u201ca cipolla\u201d per proteggersi dalla mutevolezza della temperatura montana. Occorre che il bambino si idrati in modo idoneo e si protegga dal sole, facendo attenzione alle scottature della pelle. Si devono usare creme protettive adatte, di qualit\u00e0. Per quanto riguarda lo sci l\u2019attrezzatura di qualit\u00e0 fa la differenza. Le vie ferrate non possono essere affrontate dai bambini di tutte le et\u00e0, in quanto, fino ai sei anni di vita, la capacit\u00e0 di concentrazione \u00e8 scarsa. Da tenere presenti i pericoli legati all\u2019orografia. Servono l\u2019uso del casco e un\u2019attrezzatura adeguata al tipo di escursione: \u00e8 utile anche avere con s\u00e9 un kit di primo soccorso (disinfettante, cerotti, bende, forbici, fazzoletto grande per eventuali fasciature). Per quanto riguarda l\u2019idratazione, il bambino dovrebbe bere 100-250 ml. di liquidi ogni 20 minuti. L\u2019alimentazione deve prevedere piccoli pasti contenenti carboidrati a rapido e lento assorbimento, sali e snack. Si deve evitare di rimanere senza forza e in difficolt\u00e0. Va calcolato il consumo di ossigeno in base al tipo di attivit\u00e0 svolta. Occorre effettuare una valutazione corretta delle risorse e dei bisogni. Vanno verificate attentamente le condizioni meteo, consultando i vari bollettini sia d\u2019estate che d\u2019inverno. Ogni itinerario deve essere pianificato in modo corretto e adatto alle capacit\u00e0 del bambino.<\/p>\n<p>E\u2019, poi, intervenuta Antonella Bergamo, dermatologa, vicepresidente della S.I.Me.M. che ha parlato di \u201cColpo di calore\u2026come prevenire e trattare\u201d. Sar\u00e0 certamente quello dell\u2019eccesso di calore un problema del futuro per la sanit\u00e0 a causa dell\u2019innalzamento delle temperature. \u201cL\u2019aumento di un grado in pi\u00f9 delle temperature sul pianeta potr\u00e0 produrre un incremento di morti \u00a0di oltre il 30%\u201d. Negli ultimi trent\u2019anni si \u00e8 registrato un aumento della vulnerabilit\u00e0 dell\u2019anziano in ogni regione. Anche i tumori della pelle sono in aumento. Si registra d\u2019estate una fuga dei soggetti anziani dalla pianura verso la montagna per porsi al riparo dal calore. Se le emissioni di gas che causano l\u2019effetto serra continueranno a crescere, si registrer\u00e0 un aumento della morbilit\u00e0 e della mortalit\u00e0 degli anziani. In molte citt\u00e0 \u00e8 stata organizzata una campagna di prevenzione e creato un numero verde per prevenire gli effetti causati dall\u2019aumento delle temperature.<\/p>\n<p>Alex Cittadella, storico dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, ha presentato una relazione dal titolo \u201cClima alpino, salute e fisiologia umana tra Illuminismo e Grande Guerra\u201d. Il relatore ha parlato della storia delle Alpi tra clima e meteorologia. Ha affermato che \u00e8 attualmente impossibile invertire la rotta e che la montagna \u00e8 un laboratorio della natura. Ha parlato di Giuseppe Toaldo (1719-1797) e del suo predecessore Francesco Denza che hanno effettuato studi protoclimatici. Ha, poi, ricordato Horace B\u00e9n\u00e9dict De Saussure e Gerolamo Venerio che, con i loro esperimenti, si sono interessati di meteorologia nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento. Anche Francesco Maria Marcolini e il fisiologo Angelo Mosso (1846-1910) si sono dimostrati sensibili ai temi del clima. Infine, Cittadella ha parlato della Guerra Bianca.<\/p>\n<p>Ha concluso i lavori del Convegno il fisico Andrea Vilardi dell\u2019EURAC di Bolzano, che ha illustrato ai presenti il simulatore Terra X Cube, inaugurato lo scorso 6 aprile a Bolzano. Titolo della presentazione \u201cTerra X Cube: nuove soluzioni per una montagna che cambia\u201d. Il simulatore \u00e8 in grado di riprodurre condizioni meteorologiche estreme con la finalit\u00e0 di effettuare studi di medicina di montagna, ma anche programmi di sperimentazione per l\u2019industria, l\u2019agricoltura e l\u2019ambiente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il cambiamento climatico e la frequentazione della montagna\u00a0da 0 a 100 anni<\/p>\n<p>\u00a0Sabato 4 maggio 2019<\/p>\n<p>Convegno della Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna<\/p>\n<p>Trento Film Festival 2019<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":697,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-696","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/tff.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7TppH-be","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=696"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":698,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/696\/revisions\/698"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}