{"id":677,"date":"2019-04-28T12:56:19","date_gmt":"2019-04-28T10:56:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=677"},"modified":"2019-04-28T12:56:19","modified_gmt":"2019-04-28T10:56:19","slug":"simulatore-climatico-il-futuro-e-a-bolzano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=677","title":{"rendered":"Simulatore climatico: il futuro \u00e8 a Bolzano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><em>Simulatore climatico: il futuro \u00e8 a Bolzano<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>E\u2019 stata inaugurata in Alto Adige un\u2019infrastruttura di ricerca che simula le condizioni climatiche<\/em><\/strong><strong><em>\u00a0pi\u00f9 estreme allo scopo di valutare la loro influenza sull\u2019uomo, sull\u2019ambiente e sulla tecnologia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>G. Agazzi\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-679 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"245\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><\/em><\/p>\n<p>Si potr\u00e0 vivere come sulla vetta dell\u2019Everest e oltre (fino a 9000 metri) a Bolzano, nel simulatore Terra X Cube, inaugurato venerd\u00ec 5 aprile 2019, che offre condizioni climatiche uniche nel mondo. Oltre all\u2019altitudine, si potranno simulare temperature comprese tra -40\u00b0C e +60\u00b0C, irraggiamento artificiale anche quando fuori \u00e8 buio, 60 millimetri di pioggia all\u2019ora anche quando fuori c\u2019\u00e8 il sole, 5 centimetri di neve all\u2019ora anche se fuori \u00e8 estate. Il simulatore si trova a Bolzano nel NOI Techpark. \u00a0Dal Sahara all\u2019Everest, ecco Terra X Cube, la macchina delle meraviglie, come qualcuno l\u2019ha definita, senza esagerare. Vi potranno essere effettuate ricerche in ambito medico, ecologico e industriale. La pressione e la concentrazione di ossigeno possono essere variate a seconda della quota che si vuol simulare, come su alcune delle cime pi\u00f9 elevate del mondo.<\/p>\n<p>Christian Steurer, direttore di Terra X Cube all\u2019 EURAC Research, ha illustrato ai presenti come funziona e come \u00e8 strutturato il simulatore. Le camere climatiche del Terra X Cube si presentano come due grandi cubi. Il pi\u00f9 grande, Large Cube, e il pi\u00f9 piccolo, Small Cube, sono in grado di offrire qualsiasi scenario climatico del pianeta terra, anche spinto ai limiti estremi sia per quanto riguarda sia il caldo, sia il freddo. Le quattro camere di test dello Small Cube sono in grado di creare le condizioni atmosferiche che si trovano nelle Alpi, mentre il Large Cube simula quote pi\u00f9 elevate come la vetta dell\u2019Everest. Una realt\u00e0 unica al mondo, un progresso davvero eccezionale per la medicina di emergenza in montagna e non solo. Fino ad oggi i ricercatori hanno realizzato i loro esperimenti scientifici in alta quota solo in ambiente esterno, mentre ora lo si pu\u00f2 fare nel simulatore. \u201cQuello che ancora mancava nel campo della ricerca medica in alta quota era la riproducibilit\u00e0 dei test, ovvero la loro ripetizione nelle stesse condizioni\u201d ha precisato Brugger. All\u2019interno del simulatore possono stare 12 soggetti e tre ricercatori per un periodo lungo fino a 45 giorni. Le condizioni vengono decise e ripetute pi\u00f9 volte. All\u2019interno si possono montare tende, si pu\u00f2 arrampicare o fare attivit\u00e0 fisica. La camera principale \u00e8 collegata a una camera di compensazione che permette ai partecipanti agli esperimenti di utilizzare la stanza da bagno senza disturbare i vari test. La camera di compensazione pu\u00f2 simulare un calo improvviso di pressione come pu\u00f2 accadere durante un intervento di salvataggio in elicottero in alta montagna. E\u2019 possibile monitorare i vari parametri vitali come l\u2019attivit\u00e0 cardiaca, la saturazione di ossigeno, la pressione arteriosa e la temperatura corporea dei soggetti che si trovano all\u2019interno del simulatore. Importanti saranno i risultati degli esperimenti condotti in ipossia. Il biologo Georg Niedrist, partecipante alla prima spedizione austriaca all\u2019Everest, ha affermato che il Terra X Cube sar\u00e0 una infrastruttura in grado di aprire nuove prospettive anche nel campo della ricerca in ambito ambientale, in particolare agricolo. Si potranno studiare le funzioni vitali di piante, animali e microrganismi in vari condizioni di clima, analizzandone i vari processi di adattamento a climi o quote estremi. Potremo studiare l\u2019impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi in un ambiente realistico, trovando risposte a quesiti che, visto l\u2019impatto del <em>climate change<\/em>, saranno sempre pi\u00f9 importanti per il futuro\u00bb ha affermato il ricercatore.\u00a0Roland Psenner, presidente di EURAC Research, si \u00e8 dimostrato soddisfatto di poter offrire non solo agli scienziati di tutto il mondo, ma anche agli imprenditori internazionali, nazionali e altoatesini la possibilit\u00e0 di realizzare i loro esperimenti e di testare i loro prodotti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-678 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-2-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"369\" height=\"246\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-2-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-2-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 5 aprile si sono riuniti i maggiori esperti a livello mondiale di medicina di alta quota e di medicina di emergenza in montagna con l\u2019intento di esplorare nuove possibilit\u00e0 di ricerca in ambienti estremi. I risultati ottenuti con l\u2019uso del simulatore potrebbero essere utili anche nel campo delle malattie croniche come il diabete mellito, l\u2019ipertensione arteriosa, le malattie neoplastiche o cardiovascolari. Spesso abbiamo a disposizione campioni molto ridotti e questo non ci permette di studiare in modo approfondito i processi che avvengono nell\u2019organismo a basse temperature o in carenza di ossigeno. E\u0300 per questo che Terra X Cube, simulando tutte le condizioni climatiche della Terra, e\u0300 cosi\u0300 interessante per gli esperti che abbiamo invitato\u201d, ha affermato Hermann Brugger.<\/p>\n<p>All\u2019inagurazione era presente anche Damian Bailey, attualmente professore alla University of South Wales,\u00a0il maggiore studioso a livello mondiale dei processi che avvengono nel corpo umano in carenza di ossigeno: e\u0300 il caso di persone che soffrono di mal d\u2019altitudine con conseguenze a volte letali. Bailey si occupa anche di storia della Terra e mette in relazione l\u2019evoluzione della specie con la composizione dei gas e con il contenuto di ossigeno nell\u2019atmosfera. Terra X Cube apre interessanti possibilit\u00e0\u0300 di ricerca per chi studia l\u2019ipossia. Il cardiologo italiano Gianfranco Parati, direttore della Scuola di Specializzazione in malattie cardiovascolari dell\u2019Universit\u00e0 di Milano-Bicocca, studia malattie come ipertensione, post-infarto, diabete mellito. In particolare, e\u0300 interessato a come queste malattie possano essere studiate in relazione ai processi di acclimatazione e in carenza di ossigeno all\u2019interno di Terra X Cube. Wolfgang Voelckel, anestesista e medico di terapia intensiva e\u0300 professore all\u2019Universita\u0300 di Salisburgo e coordinatore medico del soccorso aereo O\u0308AMTC di Salisburgo. In particolare, e\u0300 interessato alle nuove possibilita\u0300 offerte da Terra X Cube per l\u2019addestramento delle squadre di soccorso aereo. Matthias Jacob, medico di terapia intensiva specializzato in operazioni di soccorso a terra e nella formazione di squadre di soccorso e\u0300 interessato a come migliorare le prestazioni delle squadre di soccorso in condizioni estreme, come basse temperature. Il freddo, infatti, puo\u0300 compromettere la destrezza del soccorritore, ad esempio, nell\u2019intubare un paziente. I test in Terra X Cube possono aprire grandi possibilita\u0300 in questo settore. Hanno partecipato all\u2019inaugurazione di Terra X Cube anche i membri della Commissione Medica della Cisa-Ikar, presieduti dal medico inglese John Ellerton, e provenienti da ben 12 nazioni.<\/p>\n<p>L\u2019 avvenieristica infrastruttura da 1.240 metri quadri, la cui progettazione \u00e8 iniziata 7 anni fa, ma che \u00e8 stata fisicamente\u00a0costruita in poco pi\u00f9 di anno,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un po\u2019 di dati<\/strong><\/p>\n<p><strong>1,240: metri quadrati per test e ricerca<\/strong><\/p>\n<p><strong>2: camere climatiche modulari <em>walk-in<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>500: tonnellate di cemento<\/strong><\/p>\n<p><strong>9,000 quota massima simulabile<\/strong><\/p>\n<p><strong>-40\u00b0: C capacit\u00e0 di raffreddamento<\/strong><\/p>\n<p><strong>+60\u00b0: C capacit\u00e0 di riscaldamento<\/strong><\/p>\n<p><strong>30 metri al secondo: velocit\u00e0 del vento<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stata inaugurata in Alto Adige un\u2019infrastruttura di ricerca che simula le condizioni climatiche\u00a0pi\u00f9 estreme allo scopo di valutare la loro influenza sull\u2019uomo, sull\u2019ambiente e sulla tecnologia<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":679,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-677","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Terra-X-Cube-3.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7TppH-aV","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=677"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":681,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/677\/revisions\/681"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/679"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=677"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=677"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=677"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}