{"id":450,"date":"2018-01-04T23:40:39","date_gmt":"2018-01-04T22:40:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=450"},"modified":"2018-01-04T23:40:39","modified_gmt":"2018-01-04T22:40:39","slug":"progetto-e-resmont-applicazioni-di-medicina-di-montagna-attorno-al-monte-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=450","title":{"rendered":"\u201cProgetto e-r\u00e9s@mont: applicazioni di medicina di montagna attorno al Monte Bianco\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Courmayeur, 6 dicembre 2017<\/p>\n<p>G.C. Agazzi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il convegno ha avuto luogo presso la sala Monte Bianco del Centro Congressi\u00a0 di Courmayeur gioved\u00ec 7 dicembre 2017 per illustrare i risultati conseguiti dal progetto \u201ce-r\u00e9s@mont\u201d. \u00c8 stata l\u2019evento finale organizzato per portare alla conoscenza dei partecipanti le applicazioni sanitarie innovative poste al servizio della montagna nel campo della medicina di montagna e della telemedicina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo i saluti di benvenuto, Jean Pierre Fosson della Fondazione Montagna Sicura e Guido Giardini direttore dell\u2019ambulatorio di medicina di montagna dell\u2019ospedale di Aosta (AUSL VdA) hanno preso la parola per raccontare la storia dei tre progetti europei sulla medicina di montagna nell\u2019ambito della cooperazione transfrontaliera.\u00a0 L\u2019ambulatorio di medicina di montagna dell\u2019ospedale di Aosta \u00e8 nato nel dicembre 2007, seguendo le indicazioni date da Jean Pierre Herry, medico dell\u2019ENSA di Chamonix.\u00a0 \u00a0Finora sono state effettuate 558 visite e sono stati formati 516 professionisti. \u00c8 stato creato un osservatorio di \u201caccidentologia\u201d nella regione del Monte Bianco, e si sono studiate le patologie legate all\u2019alta quota.\u00a0 \u00c9 stato istituito un registro per le patologie causate dal freddo. Il primo progetto \u00e8 stato il \u201cMed-mont\u201d, seguito dal \u201cR\u00e9samont\u201d il cui nome deriva dal termine francese \u201cr\u00e9seau\u201d, ovvero rete di medicina. Si \u00e8 attuata una cooperazione tra tre nazioni confinanti: Italia, Francia e Svizzera. In Francia \u00e8 nato l\u2019ambulatorio di medicina di montagna di Sallanches. In valle d\u2019Aosta da 26 anni esiste l\u2019\u201dEspace Mont Blanc\u201d. Sono state create delle reti di ricerca transfrontaliera, facendo della montagna, in particolare il Monte Bianco, un laboratorio di innovazione tecnologica, un elemento unificante per la ricerca in alta quota. Si \u00e8, cos\u00ec, creata una rete dinamica, aperta a progetti europei. Oltre alla ricerca sono stati organizzati eventi per il pubblico, con valenza turistica sia a Courmayeur che a Chamonix. Da oltre dieci anni si \u00e8 creata con entusiasmo e passione una collaborazione con altre due nazioni, che si \u00e8 aperta anche a contatti europei (Pirenei e Alto Adige). L\u2019iniziale \u201cspirito pionieristico\u201d si \u00e8 gradualmente trasformato in una organizzazione ben strutturata, aperta alla montagna ed ai suoi frequentatori. \u00c8 nato il consulto in telemedicina che ha, per esempio, permesso di curare i congelamenti a distanza, attraverso uno scambio di immagini. Nel 2010 vi \u00e8 stato anche uno studio giuridico comparato tra Italia, Francia e Svizzera per tentare di risolvere i problemi legali connessi all\u2019utilizzo della telemedicina in montagna. Sono stati realizzati studi di genomica funzionale ed \u00e8 stato pubblicato un libro di fumetti con l\u2019intento di spiegare con semplicit\u00e0 i concetti base di medicina di montagna. Il terzo progetto europeo denominato \u201ce-r\u00e9s@mont\u201d si \u00e8 occupato dell\u2019innovazione tecnologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lorenza Pratali, presidente della Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna (S.I.Me.M.) e Emmanuel Cauchy, presidente dell\u2019Ifremmont di Chamonix (Istituto di Formazione e Ricerca in Medicina di Montagna), hanno moderato la prima sessione del convegno, riguardante la ricerca applicata per la prevenzione e la cura delle patologie legate all\u2019alta quota. Hugo Nespoulet, ricercatore francese dell\u2019Ifremmont, primo relatore, ha presentato lo studio TAIA che si occupa dei mezzi alternativi per curare il male acuto di montagna. Fran\u00e7ois Becker, farmacologo di Grenoble, ha illustrato lo studio \u00a0VIA-CEL effettuato mediante l\u2019uso di una sola compressa di sildenafil (Viagra) da 50 mg. a 3842 m. in condizioni di ipossia ipobarica per prevenire i congelamenti delle dita , contrastando la vasocostrizione provocata dal freddo a livello cutaneo. Il farmaco in oggetto provoca una vasodilatazione a livello delle dita. Lo studio \u00e8 stato realizzato su 26 soggetti maschi con et\u00e0 media di 40 anni (21-63) e su 6 donne. L\u2019esposizione media al freddo \u00e8 stata di 85 minuti nei maschi e di 70 minuti nelle donne.Sono stati valutati la temperatura cutanea ed il flusso nei capillari mediante laser-doppler a livello delle dita. Lo studio si \u00e8 collocato al limite del beneficio significativo. Ha dimostrato una certa individualit\u00e0, con scarsa evidenza di utilit\u00e0. La somministrazione del farmaco ha provocato, come effetto collaterale, mal di testa in alcuni soggetti studiati. Laura Caligiana dell\u2019AUSL Valle d\u2019Aosta ha parlato della risposta fisiopatologica all\u2019altitudine in soggetti con cardiopatia ischemica e malattie cardiovascolari, valutandone la ripresa nell\u2019attivit\u00e0 alpinistica. La \u201cstroke incidence\u201d in una popolazione alpina \u00e8 uguale a quella di una popolazione che vive in pianura (220 casi\/ 100.000 abitanti\/anno). L\u2019incidenza aumenta nei soggetti residenti a bassa quota che stanno per lunghi periodi in alta quota. Vanno valutati alcuni fattori di rischio come ipertensione, dislipidemia, fumo, fibrillazione atriale, trombofilia, uso di contraccettivi orali nelle donne, diabete. Rischi aggiuntivi sono ipossia, diminuzione del volume plasmatico, diminuzione della temperatura, inattivit\u00e0 fisica, alterazione del flusso ematico a livello cerebrale, e, forse, la perviet\u00e0 del forame ovale . Nei primi tre mesi che seguono allo stroke \u00e8 sconsigliato effettuare trekking ad alta quota. Va fatto un attento controllo dei fattori di rischio, mentre vanno identificati parametri clinici e strumenti predittivi al fine\u00a0 di evitare le recidive e per fornire utili consigli. Sono stati arruolati in uno studio 50 soggetti affetti da malattie cerebrovascolari, 50 soggetti affetti da malattia coronarica e 50 soggetti sani di controllo. L\u2019et\u00e0 media dei soggetti si \u00e8 collocata tra i 18 e i 75 anni. \u00c8 stata data importanza all\u2019attivit\u00e0 alpinistica, e alla quota alla quale i soggetti vivevano, valutando i pregressi episodi di malattie d\u2019alta quota. \u00c8 stato effettuato un test da sforzo in ipossia simulata. Elisa Riccardi dell\u2019Universit\u00e0 del Piemonte Orientale \u00a0ha, poi, parlato dei cardiopatici ischemici in alta quota, valutando la riserva contrattile\u00a0 ed alcuni marcatori di stress ossidativo. Sono stati esaminati 18 soggetti: 14 cardiopatici e 14 controlli. Il tasso di ossido nitrico (NO) \u00e8 risultato basso nei cardiopatici gi\u00e0 in condizioni basali, mentre la malonildialdeide \u00e8 risultata aumentata; il glutatione \u00e8 risultato diminuito. Pi\u00f9 si riduce l\u2019ossido nitrico e pi\u00f9 si riduce la riserva contrattile. La frazione di eiezione si abbassa nei soggetti cardiopatici (CDA) al massimo dello sforzo. Si sono verificati, nel corso dello studio, tre avventi avversi all\u2019ecg. La funzionalit\u00e0 endoteliale \u00e8 risultata peggiore gi\u00e0 in condizioni basali nei cardiopatici. \u00c8 probabile un \u00a0danno endoteliale microcircolatorio e che esista un \u201cprecondizionamento\u201d nei soggetti sani di controllo. Pu\u00f2 darsi che i soggetti cardiopatici risentano in modo positivo del benefico effetto dei farmaci. La riserva contrattile risulta in loro compromessa. Occorre un\u2019attenta valutazione dello stress ossidativo, aggiungendo altri fattori di valutazione e altri marcatori, dando indicazioni di tipo prognostico. Nel 10 % dei soggetti di controllo si sono evidenziate positivit\u00e0 durante la prova da sforzo in ipossia (disfunzione endoteliale, ipercolesterolemia, comparsa di aritmie). Occorre arruolare pi\u00f9 pazienti e seguirne il \u201cfollow up\u201d per valutare eventuali alterazioni in ipossia, che si slatentizzano in tale condizione. Utile la valutazione di soggetti che lavorano in quota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Borghini e Silvia Pulignani del Cnr-IFC hanno presentato uno studio effettuato negli \u201cEndurance Ultra-Trail\u201d con la finalit\u00e0 di valutare la lunghezza dei telomeri su campioni di saliva, stabilendo un confronto tra atleti e soggetti di controllo. Occorrerebbe fare un confronto con gli studi precedenti, valutando i cambiamenti di lunghezza dei telomeri anche dopo un mese, valutando pure se l\u2019attivit\u00e0 fisica molto prolungata possa avere degli effetti benefici, valutando anche i marcatori di stress ossidativo, aventi un ruolo importante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elena Marrucci e Luca Bastiani del Cnr-IFC hanno presentato un\u2019interessante studio realizzato per stabilire un confronto tra stile di vita, fattori di rischio individuali e insorgenza di male acuto di montagna (AMS). \u00c8 stata fatta una valutazione dei soggetti tramite il \u201cLake Louise Score\u201d ( mal di testa, sintomi gastroenterici, fatica, vertigini, disturbi del sonno). Si tratta di uno studio epidemiologico con domande retrospettive, nel corso di tre giornate passate in alta quota con 1000 italiani (63%), 500 francesi (13%) e 500 inglesi (13%). 1200 questionari sono stati ritornati compilati. L\u2019et\u00e0 media dei soggetti che hanno risposto al questionario \u00e8 stata di 42 anni (68% maschi e 31% femmine).\u00a0 Dati statistici: cattiva dieta nel 14%, fumatori 21%, praticanti attivit\u00e0 fisica 94% , 18% sovrappeso, 5,3% sottopeso, 24% portatori di patologie. Inoltre, il 35,9% ha segnalato moderato male acuto di montagna: il 17,5% male acuto di montagna severo a quote superiori ai 5500 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il questionario pu\u00f2 essere trovato nel link <a href=\"Http:\/\/c-resamont.isti.cnr.it\">Http:\/\/c-resamont.isti.cnr.it<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Massimo Stella, dell\u2019AUSL VdA e del Centro Sportivo Esercito, ha presentato uno studio osservazionale prospettico sulle emergenze in montagna realizzato in collaborazione con i francesi dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 a quote superiori ai 2500 metri.La\u00a0 valle d\u2019Aosta si \u00e8 dimostrata un terreno di studio ideale. Sono stati registrati 618 eventi, comprendenti patologie traumatiche, patologie d\u2019alta quota e patologie causate dal freddo. Importante la stagionalit\u00e0 degli eventi, con due picchi di incidenza (estate-inverno). Le donne hanno rappresentato un terzo degli incidenti. L\u2019et\u00e0 media dei soggetti 42 anni. Il 69% degli incidenti \u00e8 stato causato dalla pratica dello sci, il 16% dall\u2019alpinismo. Il 50% degli infortunati \u00e8 stato dimesso dall\u2019ospedale subito, mentre il 30% \u00e8 stato ricoverato. Si \u00e8 registrato nel corso dell\u2019ultimo triennio un incremento dei ricoveri nei reparti di degenza, con una diminuzione dei ricoveri nei reparti di terapia intensiva. Si \u00e8 verificato un 5,8% di decessi sul luogo dell\u2019incidente. Sono stati inclusi nello studio 6 \u201cski resort\u201d e 29 rifugi oltre i 2500 metri di quota. Il tempo di esposizione risulta aumentato dal 2015 al 2016. Il trauma cranico occupa un posto importante. Si \u00e8 verificato un aumento dei politraumi e delle patologie d\u2019alta quota. Va segnalata un\u2019incidenza maggiore di eventi alpinistici. Minore l\u2019incidenza degli incidenti nel corso dei trekking. Il maggior numero di incidenti \u00e8 stato registrato nel periodo estivo. Utile individuare marcatori o indicatori in grado di creare linee-guida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alle ore 14 dopo il pranzo il convegno ha ripreso i lavori con la sessione pratica riguardante le soluzioni innovative sviluppate nel contesto del progetto \u201cR\u00e9s@amont\u201d,moderata da Pascal Zellner dell\u2019Ifremmont e da Guido Giardini. Dopo la proiezione del filmato\u00a0 sul teleconsulto medico in Valle d\u2019Aosta, ha preso la parola Lorenza Pratali, cardiologa del Cnr-IFC per parlare\u00a0 del servizio di teleconsulto medico innovativo. La telemedicina \u00e8 stata organizzata in valle d\u2019Aosta con lo scopo di ridurre i costi della spesa sanitaria con circa duecento visite fino ad ora effettuate in teleconsulto. Si tratta di una notevole innovazione tecnologica. La telemedicina \u00e8 nata nel 1874 in Australia\u00a0 a Barrow Creek, quando, a causa di un attacco ad una stazione ferroviaria\u00a0 con morti e feriti, l\u2019uso del telegrafo ha permesso di scrivere ad un medico per sapere come trattare le ferite di un uomo. Il paziente in oggetto, purtroppo, \u00e8 morto, ma \u00e8 stato comunque soccorso e trattato in modo adeguato. La telemedicina oggi pu\u00f2 prevedere uno scenario acuto (radiologia, oculistica, dermatologia), oppure uno scenario cronico. In campo chirurgico si possono effettuare delle simulazioni. La telemedicina si pu\u00f2 applicare attraverso la prevenzione secondaria, la diagnosi, il trattamento o il monitoraggio dei pazienti. Si parla di visita tele-clinica (con paziente), di tele-consultazione (senza paziente) e di tele-cooperazione. Ci si pu\u00f2 servire di un computer, di uno smart phone o di uno smart phone plus. \u00c8 stata organizzata una rete transfrontaliera, una collaborazione con Francia (Ifremmont) e Svizzera (GRIMM). Esiste il progetto Alcotra in Italia con 9 postazioni sperimentali (5 in valle d\u2019Aosta e 4 in Vallese). In valle d\u2019Aosta le cinque postazioni sono collocate al Rifugio Torino, al Rifugio Mantova, alla Capanna Arbolle, a Cogne e alla casermetta del col de la Seigne in Val Veny. Viene effettuata una visita che comprende motivazione, anamnesi, diagnosi(Lake Louise Score), valutazione clinica, risposta clinica news score. Un infermiere\/a in loco raccoglie i dati dal paziente che vengono trasmessi ad un medico ad Aosta. Il medico valuta la situazione e formula una diagnosi spedita, poi, per via telematica. I teleconsulti attesi sono stati 500 , quelli raggiunti 676, 61% uomini e 49 anni l\u2019et\u00e0 media dei pazienti. Si possono inviare dati riguardanti la pressione arteriosa, la saturimetria, il tracciato elettrocardiografico, la temperatura corporea. L\u2019infermiere\/a ha a disposizione un tablet con cui pu\u00f2 trasmettere i dati. Possono essere trasmessi anche dati\u00a0 ecografici. Vengono stabiliti uno score di rischio e vengono dati dei suggerimenti al paziente.La comunicazione \u00e8 criptata senza intermediari. Punti di forzasono\u00a0 il finanziamento europeo, il risparmio di risorse\u00a0 nelle emergenze, una potenziale gestione della cronicit\u00e0. Sono stati risparmiati circa 70.000 euro. Le criticit\u00e0 riscontrate possono essere individuate nella connessione. La telemedicina \u00e8 attualmente compresa nei LEA. Massimo Martinelli, informatico del Cnr-Isti ,\u00a0 ha illustrato gli aspetti tecnici del teleconsulto.\u00a0 Emmanuel Cauchy dell\u2019Ifremont di Chamonix ha parlato del servizio medico di teleconsulto a distanza SOS-MAM attivo in Haute Savoie, con applicazioni sanitarie innovative al servizio delle zone di montagna.\u00a0 Cauchy ha illustrato i servizi di telemedicina forniti alle spedizioni alpinistiche extra-europee (SOS-MAM Trekkeurs) in grado di fornire assistenza medica tramite l\u2019uso della telemedicina in luoghi remoti del pianeta. Vengono forniti materiale sanitario e farmaci. La comunicazione avviene tramite telefoni satellitari. Sono a disposizione 12 medici svizzeri e francesi. Viene fornito anche un sacco iperbarico. Esiste una piattaforma centrale a Ginevra (Piramedia).\u00a0 \u00c8 stata richiesta una validazione da parte dell\u2019ordine dei medici francesi. Esiste una tracciabilit\u00e0 della piattaforma, con la registrazione di tutti i dati. Cinque agenzie che organizzano trekking in Francia (4656 clienti) sfruttano questo servizio di teleconsulto. Il costo di un teleconsulto di 40 minuti \u00e8 di 46 euro. L\u2019abbonamento costa 50 euro. \u00a0Alexandre Cotting HES-SO e Gu\u00e9nol\u00e8 Addor del GRIMM hanno parlato della situazione nel Canton Vallese in Svizzera dove esiste un servizio analogo che copre i rifugi con la collaborazione dei medici del GRIMM e di HES-SO. Il progetto si avvale di una applicazione scaricabile sullo smart phone per alpinisti, guide alpine e custodi di capanne. \u00c8 stata organizzata la formazione per i custodi dei rifugi. \u00a0\u00a0\u00c9 stato fatto un periodo di prova con un progetto pilota in 6 rifugi ad una quota media di 3253 metri per una durata di 18 mesi. In un anno \u00a0sono stati segnalati 12 casi in sei capanne del Vallese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 seguita la sessione giuridica che ha esaminato gli aspetti giuridici e giurisprudenziali legati all\u2019impiego della telemedicina nei tre paesi tran frontalieri, dallo studio giuridico comparato del progetto \u201cR\u00e9s@mont\u201d (2010) ad oggi. \u00a0Sono intervenuti l\u2019avvocato Waldemaro Flick, l\u2019avvocato francese Jean Maxime Courbet e l\u2019avvocato svizzero Michele Giuso che hanno fatto un\u2019analisi giuridica comparata sulla\u00a0 medicina di montagna e sulla telemedicina nei tre paesi. La sessione \u00e8 stata moderata da Marco Luca Onida\u00a0 della Direzione generale per le politiche regionali e urbane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 seguita un\u2019interessante tavola rotonda dal titolo \u201cMedicina di Montagna e Telemedicina\u201d: prospettive regionali, nazionali e comunitarie cui hanno partecipato Guido Giardini, Matthieu de Riedmatten del GRIMM, Luigi Festi, presidente della Commissione Medica del CAI, Emmanuel Cauchy, presidente di Ifremmont, Marco Luca Onida della direzione generale per le politiche\u00a0 regionali e urbane, Jean Marc Bellagamba Direttore OCVS, Organizzazione Cantonale Vallesana del Soccorso, Hermann Brugger, Presidente della International Society for Mountain Medicine. Quest\u2019ultimo ha preso la parola auspicando l\u2019utilizzo di un sistema di teleconsulto a livello mondiale, citando l\u2019esperienza di DAN, portata avanti da Peter Hackett e Steve Roy. Il sistema \u00e8 gestito da un gruppo di esperti a livello internazionale ed \u00e9 sostenuto dall\u2019International Society for Mountain Medicine. I problemi da risolvere a livello mondiale sono quello legale e quello etico, dal momento che nelle varie nazioni del mondo le leggi sono diverse. La responsabilit\u00e0 del medico viene valutata nel paese di appartenenza in modo diverso. Occorrono linee-guida e raccomandazioni in grado di regolare la telemedicina. In Italia l\u2019attuale legge Gelli Bianco ha fatto fare dei passi avanti alla telemedicina. Cauchy ha fatto presente che in America esiste una unit\u00e0 di telemedicina. De Riedmatten ha parlato del progetto di telemedicina nei rifugi del Canton Vallese in Svizzera, un progetto \u201cinter-reg\u201d che ha una sua tracciabilit\u00e0. Pi\u00f9 difficile in Vallese \u00e8 il teleconsulto per spedizioni alpinistiche extra-europee, solo 5-10 all\u2019anno. Il medico svizzero Bellagamba ha parlato della possibilit\u00e0 di utilizzare la telemedicina in zone disagiate, dove mancano i medici nella fase pre-ospedaliera, con sistemi di allerta automatizzati. Onida ha affermato che poco si sta facendo in Europa, sottovalutando i problemi della montagna. Non esiste al momento una politica delle aree di montagna a causa della dispersione delle popolazioni di montagna oltre tutto poco rappresentate. La sicurezza informatica \u00e8 una delle priorit\u00e0 di cui occuparsi. La connettivit\u00e0 tramite l\u2019utilizzo della banda larga per coprire le zone montane o rurali \u00e8 molto importante. Esiste un\u2019alleanza strategica tra 7 nazioni, con 9 servizi strategici dei quali 5 in valle d\u2019Aosta che fa da capofila. Il servizio di telemedicina \u00e9 di fondamentale importanza per far rimanere le persone in montagna. La telemedicina sar\u00e0 un tema dominante in futuro. Infatti, nel 2030 l\u2019Europa sar\u00e0 la regione del mondo pi\u00f9 vecchia ed avr\u00e0 bisogno di investimenti a tal proposito. Fosson ha sottolineato l\u2019importanza della telemedicina nel garantire una maggior qualit\u00e0 della vita, specie nelle regioni di montagna.\u00a0 Bellagamba ha precisato che con la telemedicina si possono gestire molto bene la cronicit\u00e0 e l\u2019emergenza. Occorre integrare tutte le moderne tecnologie. In Canton Vallese si assiste attualmente ad una \u201cdesertificazione dei medici\u201d, che si stanno riducendo di numero. La telemedicina potrebbe venire incontro a questa pericolosa carenza. L\u2019elisoccorso \u00e8 molto attivo e molto ben rappresentato, ma occorrono altri mezzi. Ancora molta \u00e8 l\u2019approssimazione ed occorre un efficace lavoro dei tecnici per migliorare la tecnologia esistente. Anche la prevenzione e la riabilitazione devono venire sostenute e portate avanti. Il convegno ha avuto termine alle 17.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il convegno ha avuto luogo presso la sala Monte Bianco del Centro Congressi  di Courmayeur gioved\u00ec 7 dicembre 2017 per illustrare i risultati conseguiti dal progetto \u201ce-r\u00e9s@mont<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":444,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-450","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-convegno"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/res2.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7TppH-7g","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=450"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":451,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/450\/revisions\/451"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/444"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=450"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=450"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=450"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}