{"id":339,"date":"2016-10-24T14:44:37","date_gmt":"2016-10-24T12:44:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=339"},"modified":"2016-10-24T16:34:43","modified_gmt":"2016-10-24T14:34:43","slug":"resoconto-del-xviii-convegno-nazionale-simem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/?p=339","title":{"rendered":"Resoconto del XVIII Convegno Nazionale SIMeM"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-315 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/LOCANDINA-LUCCA-244x300.png\" alt=\"LOCANDINA LUCCA\" width=\"244\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/LOCANDINA-LUCCA-244x300.png 244w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/LOCANDINA-LUCCA.png 450w\" sizes=\"(max-width: 244px) 100vw, 244px\" \/><\/p>\n<p>Si \u00e8 svolto a Lucca, presso l\u2019Associazione Amici del Cuore, dal 30 settembre al 1 ottobre 2016 il XVIII\u00b0 Congresso Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di medicina di Montagna.<br \/>\nDopo il saluto delle autorit\u00e0, G. Giardini, presidente della S.I.Me.M., ha fatto gli onori di casa ai congressisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_340\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-340\" class=\"wp-image-340 size-medium\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4357-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4357\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4357-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4357-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4357-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4357-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-340\" class=\"wp-caption-text\"><em>Il Presidente Guido Giardini inaugura il XVIII Congresso SIMeM<\/em><\/p><\/div>\n<p>Ha sottolineato che in Europa circa 100 milioni di persone vivono in quota. In Valle d\u2019Aosta, per esempio, ogni anno arrivano due milioni e mezzo di turisti e molte sono le persone che, nella regione, lavorano o vivono in montagna. Ha parlato della necessit\u00e0 di fare prevenzione per evitare le patologie acute che possano colpire i frequentatori della montagna (come infarto del miocardio, ictus, ecc.). Ha sottolineato come la sanit\u00e0 in montagna\u00a0abbia un costo maggiore e come solitamente si giunga pi\u00f9 tardivamente alla formulazione di una\u00a0diagnosi\u00a0nelle zone geograficamente\u00a0isolate. Infine ha invitato l\u2019onorevole Mariani, presente in sala, rappresentante del Gruppo dei Parlamentari Amici della Montagna, a fare una legge che si occupi della telemedicina in Italia, come gi\u00e0 esiste in Francia dal 2009. Anche il dottor L. Festi, presidente della Commissione Centrale Medica del CAI, ha voluto far presente l\u2019importanza di occuparsi dei problemi medico-sociali delle popolazioni della montagna in Italia.<br \/>\nE\u2019 quindi\u00a0iniziata la prima sessione del convegno, moderata dal dottor\u00a0H. Brugger dell\u2019EURAC di Bolzano. Il primo intervento \u00e8 stato quello della dottoressa L. Pratali, cardiologa del Cnr di Pisa, che ha parlato delle nuove linee guida per la Rianimazione Cardiorespiratoria. La relatrice ha illustrato come gestire i soccorsi e come addestrare i \u201claici\u201d. Inoltre\u00a0ha illustrato come attivare il sistema di emergenza e l\u2019EMS tramite il telefono cellulare. Pratali ha ricordato che esistono programmi PAD in Italia per i \u201claici\u201d.Ha citato il progetto messo in atto in Alta Valtellina presso i Rifugi Casati e Pizzini, dove \u00e8 stato installato un defibrillatore portatile grazie alla donazione del \u201cMemorial Chicco Longo\u201d . Ha ricordato il caso di una persona che, a seguito di un attacco cardiaco, \u00e8 stata rianimata e defibrillata, purtroppo senza successo. Pratali ha , poi, illustrato le varie procedure da seguire per praticare la RCP di un paziente in arresto cardio-respiratorio. Ha fatto notare l\u2019importanza del massaggio cardiaco, che deve essere efficace, quindi, ben fatto. Infine ha proiettato e commentato l\u2019Algoritmo previsto per il BLS.<\/p>\n<div id=\"attachment_342\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-342\" class=\"wp-image-342 size-medium\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4396-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4396\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4396-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4396-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4396-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4396-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-342\" class=\"wp-caption-text\"><em>La Dottoressa Pratali espone la sua relazione &#8220;Arresto cardio \u2013 respiratorio: nuove linee guida 2015 e applicabilit\u00e0 nell\u2019ambito montano<\/em> &#8220;<\/p><\/div>\n<p>Il dottor Strapazzon dell&#8217;istituto di ricerca EURAC di Bolzano ha parlato delle nuove linee guida per i pazienti ipotermici travolti da valanga. E\u2019 considerato ipotermico un soggetto che presenta una temperatura corporea inferiore a 35\u00b0C. Strapazzon ha evidenziato l\u2019importanza della tempestivit\u00e0 dell\u2019intervento in un incidente da valanga. Ha mostrato e commentato la recente \u201ccheck list\u201d messa a punto dalla Commissione Medica dell\u2019IKAR, molto utile nell\u2019indicare le procedure da seguire negli incidenti causati dalle valanghe. Va evitato l\u2019\u201dafter drop\u201d e va praticata una rianimazione continua del corpo della vittima, oppure una rianimazione di tipo intermittente, se le condizioni lo richiedono.<\/p>\n<p>G.C. Agazzi invece ha parlato delle linee guida da seguire in caso di folgorazione in montagna ( fulmine). Ha parlato in generale dei fulmini, della loro epidemiologia, di come colpiscono l\u2019uomo o gli animali, di come si deve soccorrere una vittima di fulmine in montagna. Il fulmine pu\u00f2 causare danni soprattutto all\u2019apparato cardo-respiratorio, al sistema nervoso, alla pelle, all\u2019orecchio, e all\u2019occhio. Ha parlato di come effettuare il \u201ctriage\u201d in caso di folgorazione e di come gestire i soccorsi, cercando di salvaguardare il pi\u00f9 possibile i soccorritori, a loro volta possibili bersagli di un fulmine. La vittima deve essere bene ossigenata, monitorata nelle sue varie funzioni vitali, mantenuta isolata dal terreno. Gli indumenti umidi o bagnati vanno rimossi subito dal corpo. Fondamentale, in caso di folgorazione, la rianimazione cardio-respiratoria che pu\u00f2 durare molto tempo. Molta importanza hanno la prevenzione e la conoscenza delle condizioni meteo, evitando le ore calde del pomeriggio d\u2019estate.<\/p>\n<p>A conclusione della sessione il dottor Brugger ha, poi, parlato dell\u2019 \u201cExtreme Environment Simulator\u201d che verr\u00e0\u00a0realizzato presso la sede dell\u2019EURAC a Bolzano nel 2018. Si tratta di un grosso progetto che permetter\u00e0 di studiare situazioni ambientali estreme in cui si possono trovare gli alpinisti. Si potranno studiare i danni causati dal freddo, dal vento, dall\u2019umidit\u00e0, dal caldo e dalla carenza di ossigeno sull\u2019organismo umano.<\/p>\n<p>Dopo il \u201cworking lunch\u201d, G. Strapazzon ha ripreso i lavori della seconda sessione del congresso, moderata da L. Festi, con una presentazione dedicata al soccorso in canyoning. Strapazzon ha parlato della sicurezza, dell\u2019epidemiologia, della prevenzione dell\u2019ipotermia e non solo. Ha fatto presente che gli interventi di soccorso in grotta superano in genere le quattro ore e necessitano di appositi \u201cdevice\u201d.<\/p>\n<p>Il\u00a0medico dell\u2019emergenza G.M. Sasso ha , poi, parlato della traumatologia riguardante gli sport di montagna, affermando che , a seguito dell\u2019evoluzione tecnologica dei materiali utilizzati, anche la tipologia dei traumi \u00e8 molto cambiata. Si \u00e8 registrata, infatti, una diminuzione di alcuni traumatismi. Per esempio i nuovi modelli di sci, pi\u00f9 facili da usare, ma pi\u00f9 veloci, hanno portato a una maggiore velocit\u00e0, anche se ad una maggior facilit\u00e0 di conduzione. Si \u00e8 registrato un incremento dei traumi della colonna vertebrale.<\/p>\n<p>E\u2019 seguita una presentazione di M. Stella, ortopedico e medico militare del Centro Sportivo dell\u2019Esercito, Sezione Sport Invernali di Courmayeur (Ao), che ha parlato di traumatologia dell\u2019alpinismo e dell\u2019arrampicata libera.<\/p>\n<p>Roi, medico dell\u2019 Istituto Isokinetic di Bologna, ha parlato della traumatologia degli sport estremi di montagna: Skyrunning, Trail e Ultratrail, tutti sport abbastanza nuovi e che hanno avuto una grande diffusione. Le gare di skyrunning hanno una durata di 6-8 ore, di basano sulla velocit\u00e0 e vanno in quota. Sono soggette a ipotermia, con una maggiore incidenza di traumatismi nel corso della discesa. Le gare di Ultratrail, invece, si fondano sul concetto voler verificare il limite di durata e di resistenza di ogni atleta. I problemi collaterali sono rappresentati da disturbi gastroenterici, iponatremia ( diminuzione del sodio ematico), ipotermia e, a volte, depressione. I problemi traumatologici sono pi\u00f9 legati al sovraccarico funzionale. A volte gli atleti, in genere i non professionisti, tendono ad assumere in discesa posizioni distorte in grado di causare problemi fisici. Quindi risulta opportuno prestare molta attenzione alla fase di discesa della gara onde evitare conseguenze. L\u2019epidemiologia dei traumi riportati \u00e8 abbastanza scarsa in letteratura. In genere si nota che le distorsioni di caviglia, abbastanza frequenti, sono legate ad una instabilit\u00e0 di base dell\u2019articolazione in oggetto. Frequenti le contusioni e le escoriazioni, di solito prive di conseguenze. Uno studio effettuato su 38 gare e su 1665 atleti ha rilevato una percentuale di atleti ritirati tra lo 0.5 e 2%, pari a 9,6 partecipanti ritirati su un totale di mille atleti, 3.2 ogni mille ore di gara. Fondamentale la costanza dell\u2019allenamento, un importante fattore di sicurezza. La maggior parte delle cadute avviene in discesa. Roi ha sottolineato l\u2019importanza dei cancelli che costituiscono un fattore di sicurezza, in grado di fermare gli atleti che non sono in grado di continuare. Roi ha posto la domanda:\u201d competitive running at high altitude: is it safe?\u201d. Un altro studio fatto su 43 atleti che hanno partecipato agli Ultratrail, ha rilevato che 36 (82%)hanno riportato un infortunio nel corso della gara, dovuto al sovraccarico. Molti atleti soffrono, a lungo andare, di problemi al rachide\u00a0\u00a0 Al \u201cTor des G\u00e9ants\u201d, una gara di ultratrail lunga 330 chilometri, con 24.000 metri di dislivello, su 706 partenti, 385 sono arrivati alla fine della gara (56%). Si sono verificati tre ritiri per distorsione di caviglia, due traumi cranici (uno deceduto), due lussazioni di spalla, due meniscopatie, un politrauma, una frattura di omero, e un trauma toracico. Infine \u00e8 stato visto un trauma oculare alla cornea, dovuto ad eventi atmosferici. Tra gli eventi fatali, nel corso degli anni durante gli ultratrail si sono registrati alcuni incidenti: dieci attacchi cardiaci ( 31%), nove episodi di ipotermia ( 28%), sette politraumi dovuti a caduta ( 22%), traumi associati a ipotermia (26%), un caso di folgorazione (3%), un&#8217;emorragia (3%), un colpo di calore ( 3%). Vanno valutati i fattori di rischio: alimentazione, attrezzatura, idratazione, allenamento, visita medico-sportiva. Il rispetto di codesti fattori rappresenta una certa garanzia per la sicurezza e la salute di ogni atleta. Sono stati segnalati due colpi di sonno in atleti durante un Ultratrail nel 2016.<\/p>\n<p>Bassi ha, poi, parlato della gestione del dolore, passando in rassegna i vari farmaci antidolorifici, descrivendone le varie indicazioni terapeutiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SABATO 1 ottobre ha avuto luogo la seconda parte del Congresso, con due nuove sessioni, moderate rispettivamente da E. Picano, e C. Reggiani, e da C. Angelini e V. Veratti.<\/p>\n<p>Prima \u00e9 stata la relazione del fisiologo Reggiani di Padova che ha parlato della fisiologia del muscolo scheletrico in ipossia acuta e cronica. Ha parlato del &#8220;paradosso del lattato&#8221;, che diminuisce salendo in alta quota. Il muscolo perde capacit\u00e0 ossidativa salendo in altitudine, con accumulo di radicali liberi. Secondo gli studi di P. Cerretelli il numero di mitocondri diminuisce se si sale in alta quota. Il muscolo va incontro ad atrofia e si verifica un accumulo di lipofuscina.<\/p>\n<p>Angelini, neurologo di Padova, ha, poi, parlato dei soggetti affetti da malattie muscolari che si recano in montagna, dando alcune indicazioni.<\/p>\n<p>E&#8217; seguita la relazione del Prof. G.F. Parati direttore della scuola di specializzazione in cardiologia dell&#8217;universit\u00e0 della Bicocca di Milano. Ha illustrato le variazioni cui va incontro la pressione arteriosa in coloro che salgono in quota. La pressione arteriosa di solita aumenta salendo in quota. L&#8217;incremento maggiore si verifica nel corso della notte. Si verifica un&#8217;attivazione simpatica che la fa aumentare. Una ridotta riserva coronarica si slatentizza salendo in quota. Si verificano pure alterazioni della contrattilit\u00e0 cardiaca. Si evidenzia una ridotta funzionalit\u00e0 delle fibre sub-endocardiche. I pazienti in terapia con anticoagulanti non dovrebbero salire in quota. In quota, infatti, la coagulazione \u00e9 accelerata. I soggetti ipertesi che salgono in quota devono assumere regolarmente la terapia che protegge dai fenomeni ipertensivi.<\/p>\n<p>Catuzzo, cardiologa dell&#8217;ospedale di Aosta, ha parlato della morte improvvisa e delle sindromi coronariche in quota. Pochi sono gli studi effettuati sui cardiopatici in quota.<\/p>\n<p>Cogo, pneumologa di Ferrara, ha parlato del polmone in quota. Il &#8220;respiro yoga&#8221; \u00e9 il pi\u00f9 efficiente in montagna. Occorre fare attenzione al &#8220;pattern respiratorio&#8221;. Il movimento del respiro deve essere coordinato e, quindi, efficace. La risposta respiratoria all&#8217;ipossia si trova sempre a met\u00e0, su una cresta, in equilibrio tra fisiologia e patologia. Il grado di suscettibilit\u00e0 all&#8217;edema polmonare d&#8217;alta quota \u00e8 individuale, cio\u00e9 soggettivo.<\/p>\n<p>Da Porto, pneumologo di Lucca, ha, poi, parlato delle patologie respiratorie in montagna, dando alcune indicazioni.<\/p>\n<p>Picano del C.n.r. di Pisa ha descritto il &#8220;progetto Echo out door&#8221; .<\/p>\n<p>Giardini, presidente della S.I.Me.M.,\u00a0\u00a0 ha parlato delle malattie neurologiche in quota. Per esempio i soggetti affetti da epilessia in range terapeutico non dovrebbero superare i 5000 metri di quota. Parere positivo per la salita del Monte Bianco, ma no al trekking del campo base dell&#8217;Everest. I soggetti con anamnesi positiva per TIA o Ictus senza disabilit\u00e0 con fattori di rischio sotto controllo possono andare in quota, facendo attenzione a coloro che sono in terapia anticoagulante, che non dovrebbero salire in altitudine.<\/p>\n<p>Veratti medico-fisiologo dell&#8217;universit\u00e0 di Chieti ha parlato della fisiopatologia del rene in quota, descrivendo la risposta alla quota di quest&#8217;organo. Il rene \u00e9 uno degli organi pi\u00f9 importanti per l&#8217;acclimatamento. E&#8217; un organo molto sensibile alla carenza di ossigeno. Salendo in alto si assiste ad una riduzione della funzionalit\u00e0 renale, con disidratazione e ritenzione di liquidi. Occorre bere sostanze isotoniche.<\/p>\n<div id=\"attachment_344\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-344\" class=\"wp-image-344 size-medium\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4413-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4413\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4413-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4413-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4413-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4413-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-344\" class=\"wp-caption-text\">Il Dottor Verratti espone la sua relazione sulla risposta del rene all&#8217;alta quota<\/p><\/div>\n<p>Il nefrologo Di Liberato di Chieti ha parlato delle patologie renali in quota. Non esistono molti dati in letteratura circa i nefropatici che vanno in montagna. Vi sono elevati fattori di rischio cardio-vascolare. La presenza di una proteinuria rappresenta un fattore aggravante per il nefropatico.<\/p>\n<p>Il congresso si \u00e8 concluso con la lettura magistrale del fisiologo P. Cerretelli riguardante la storia della ricerca nella medicina di montagna e con un altro interessante intervento del medico alpinista svizzero di Zurigo Osvald Oelz dal titolo &#8220;History and personal experiences&#8221;. Oelz ha raccontato la sua lunga esperienza di medico di montagna e di grande alpinista. I due colleghi hanno quindi ricevuto in segno di riconoscimento\u00a0il\u00a0 Premio Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna 2016<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-348 alignleft\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4444-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4444\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4444-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4444-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4444-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4444-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-349 alignright\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4450\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<div id=\"attachment_350\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-350\" class=\"wp-image-350 size-medium\" src=\"http:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4451-300x200.jpg\" alt=\"_dsc4451\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4451-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4451-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4451-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4451-750x500.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><p id=\"caption-attachment-350\" class=\"wp-caption-text\">Assegnazione del Premio Societ\u00e0 Italiana di Medicina di Montagna 2016<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un sentito\u00a0ringraziamento al dottor <strong>Agazzi<\/strong> per questo puntuale e dettagliato resoconto delle due giornate del XVIII congresso nazionale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si \u00e8 svolto a Lucca, presso l\u2019Associazione Amici del Cuore, dal 30 settembre al 1 ottobre 2016 il XVIII\u00b0 Congresso Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di medicina di Montagna. Dopo il saluto delle autorit\u00e0, G. Giardini, presidente della S.I.Me.M., ha fatto gli onori di casa ai congressisti. Ha sottolineato che in Europa circa 100 milioni di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":349,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"saved_in_kubio":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":true,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-339","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-convegno"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/DSC4450.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7TppH-5t","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=339"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":355,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/339\/revisions\/355"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.societaitalianamedicinadimontagna.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}