Cosa è la “Training Mask”? Alcune precisazioni da parte della SIMeM

Società Italiama Medicina di Montagna

La recente, drammatica vicenda dell’atleta di biathlon norvegese ha portato l’attenzione sulla EMT Mask (Elevation Training Mask) della quale esistono in commercio numerose versioni. Come funziona? Quali vantaggi apporta? Perché è stata pubblicizzata come metodo per migliorare le prestazioni atletiche in diversi tipi di sport, simulando l’allenamento in quota?

Si tratta di una maschera che copre naso e bocca e presenta aperture e valvole di flusso di dimensioni diverse, che possono essere regolate simulando altitudini dai 900 ai 5500 metri. L’incremento della resistenza respiratoria, rende indubbiamente più impegnativa la respirazione, ma in realtà come avviene la simulazione della quota, che dovrebbe garantire un allenamento in ipossia?

Notoriamente, l’allenamento in ipossia (carenza di ossigeno nel sangue e nel nostro organismo) si ottiene risiedendo effettivamente in altitudine oppure utilizzando una camera ipobarica (ipossia ipobarica) o respirando miscele ipossiche, quindi a diversa FIO2 (frazione inspiratoria dell’ossigeno), che simula differenti altitudini (ipossia normobarica). Nessuno di questi è il caso della ETM. La maschera, infatti, non cambia la pressione parziale dell’ossigeno nell’atmosfera e nell’aria inspirata. La ETM limita il flusso d’aria durante il ciclo respiratorio e l’ipossia è secondaria alla ridotta ventilazione. I dati a disposizione da studi clinici controllati non hanno riportato cambiamenti significativi nelle variabili ematologiche (quale un aumento della concentrazione dell’emoglobina) suggerendo che l’ETM funzioni più come un dispositivo di allenamento dei muscoli respiratori che come un simulatore di altitudine. Limitare il flusso d’aria rende più difficile respirare e rende più difficile svolgere attività fisica, come accade in quota, ma dal punto di vista fisiologico non è la stessa cosa. In conclusione, la maschera non simula l’allenamento in quota. Da notare che nell’ultimo aggiornamento della maschera, la sua denominazione è “Training Mask 3.0” e il termine “Elevation” è stato tolto a dimostrazione che gli stessi produttori hanno deciso di non commercializzarla più come allenamento in altitudine.

Bisogna anche porre attenzione ad alcuni effetti potenzialmente negativi. In alcuni studi eseguiti su un esiguo numero di soggetti, è stato rilevato che durante l’esercizio con ETM vi è un incremento significativo della CO2 (anidride carbonica) di fine-espirazione. Questo aumento significativo della CO2 è definito ipercapnia che di per sé sarebbe uno stimolo all’aumento della frequenza della ventilazione, ma la presenza della maschera ETM invece ostacola i flussi inspiratori e quindi la risposta ventilatoria non è regolare.

Inoltre è stata riportata una frequenza cardiaca più elevata durante esercizio nei soggetti che indossavano la maschera rispetto ai soggetti che non la indossavano. Si tratta quindi di un dispositivo che può essere utilizzato per allenare la muscolatura respiratoria però, considerati i risultati sopra riportati, va prescritto da personale qualificato,  composto da un allenatore e/o un medico esperto e competente nel settore, che sia in grado di impostare un corretto programma di allenamento, di valutare l’efficacia di questo training respiratorio e di verificare eventuali effetti collaterali sulla salute. Non va assolutamente confusa con l’allenamento in ipossia.


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